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Procede a pieno regime l'organizzazione del prossimo evento di scollinando, che avrà luogo domenica 1 ...

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A gennaio 2010 esce la prima pubblicazione “scollinando”, stampata in 10'000 copie e distribuita nelle bucalett ...

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le foglie

Quando venne chiesto all’allora grafico di scollinando Stefano Crivelli di trovare una soluzione che riuscisse a rappresentare i dieci Comuni, che fosse diversa dagli stemmi presenti sui gonfaloni e sul materiale di cancelleria, ma che potesse comunque distinguere le varie entità, evitando che una primeggiasse sull’altra, più che affidarsi ad un’ispirazione celeste, lui ha tratto spunto dalla Terra e dalla Natura che sono ben presenti nello spirito di «scollinando».

Osservando gli stemmi comunali ed andando a visitare i siti internet, ha notato quanto alta fosse la considerazione rivolta agli alberi. Ha quindi pensato di fare una cosa gradita alla gente di potersi identificare, per una volta, negli alberi e nelle piante che crescono attorno a noi, così come anticamente facevano i Celti, che seguivano un calendario ed un particolare oroscopo legati appunto a queste creature.

Non gli è stato difficile ideare dei binomi Paese-albero. Siccome Cadempino (un pino), Canobbio (la canapa), Massagno (un castagno) e Vezia (la veccia) hanno un albero o una pianta nello stemma comunale, ha cercato i restanti sei abbinamenti.

Per Comano ha pensato alla vite, visto che parecchi vigneti importanti si trovano sul suo territorio ed a Cureglia ha abbinato il gelso, albero le cui foglie, nel passato, sono servite a nutrire i bachi da seta. Lamone possiede un’ampia porzione di pianura dove scorrono riali e fossi; lì vi crescono parecchi frassini e parecchi noci e la scelta è caduta su questi ultimi.

Origlio si affaccia sul proprio laghetto e la scelta del giunco palustre gli è sembrata d’obbligo; mentre sul poggio dove si trova Porza, oltre ai vigneti, crescono parecchi ulivi. Di Savosa ricordava i platani di Valgersa e della Canva che d’estate creano frescura ed invitano a trascorrere le serate all’aperto.

Ponte Capriasca si è unito in seguito a scollinando, e il Municipio ha pensato di abbinarsi al salice, pianta rigogliosa vicino ai corsi d’acqua, e che è stato per 40 anni un’istituzione nel giardino della scuola dell’infanzia del Comune. 

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